Andrea Alatri

Mio padre Andrea Alatri (Roma 22 marzo 1921-25 aprile 1972 Roma), soprannominato Nano, figlio di Giacomo e di Valentina Segre, fratello di Paolo Alatri e di Franca Scagliarini, avvocato civilista, è stato il socio fondatore, con Alberto Cortina (a cui si aggiunse in seguito Giovanna Cau) del primo studio legale della capitale che si è occupato di cinema. Lo studio, che aveva sede prima in Via Flaminia 213 e in seguito in via G. Romagnosi 10, nella seconda metà degli anni ’50 divenne la sede delle grandi battaglie che il cinema italiano intraprese, avamposto di tante istanze di cambiamento della società italiana: l’abolizione della censura, il diritto d’autore, la tutela degli attori e dei lavoratori dello spettacolo.

Scrive Luciano Barca nel libro “Buscando per mare con la Decima MAS”: “3 settembre 1938-Suona improvvisamente a via Lariana 7 Andrea Alatri….e mi invita a scendere con lui. E’ disperato. Ha appena appreso dal padre che è presidente o direttore generale dell’Associazione per le Società per azioni che il Gran Consiglio del fascismo ha approvato la Carta della razza che praticamente esclude gli ebrei da ogni attività. Suo fratello Paolo, molto amico di Vittorio Mussolini e di suo cugino…ha telefonato a Vittorio che non sapeva molto di più di quanto il padre aveva detto ad Andrea (lo chiamavamo “Nano”) e tendeva a minimizzare. Ma il padre di Andrea non si fa illusioni, anche se gli risulta che non tutti i membri del Gran Consiglio sono concordi (sembra che Balbo si sia battuto contro)”.
Per via delle persecuzioni razziali il 28 novembre 1938 prese il Battesimo nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte (Certificato Battesimo Andrea Alatri-1938).
Frequentò il “Regio Liceo Ginnasio Torquato Tasso” a Roma dove, il 19 settembre 1939, prese il diploma di maturità classica.
Il 26 maggio 1939 la Prefettura di Roma rilasciò un documento al “Signor Alatri Giacomo fu Marco, via Bellini 24, Roma” nel quale si comunicava che “Con provvedimento del Ministero dell’Interno N. 585/14 in data 3 maggio 1939-XVII sono state dichiarate non applicabili, nei vostri confronti, le disposizioni degli articoli 10 e 13 lett. h del R.D.L. 17 novembre 1938-XVII N 1728. Tale beneficio si intende esteso ai seguenti componenti la vostra famiglia: Valentina Segre, moglie; Alatri Paolo, Andrea, Franca, figli”.
Il 10 gennaio 1940 venne arruolato di leva nel I° Distretto Militare di Roma nel Regio Esercito Italiano e nel novembre del 1941 ricevette il “Foglio di Congedo Assoluto” “per effetto della circ. 4065 del 3-9-1939 in quanto Ebreo Discriminato” (Foglio congedo assoluto_1940).
Costretto a “ritirarsi in Svizzera per poter continuare gli studi” frequentò la  Faculté des Hautes Etudes Commerciales (HEC) di Losanna dove sostenne alcuni esami tra i quali Geografia Economica, Diritto commerciale, Matematica finanziaria, Statistica, Economia Politica, Francese, Diritto delle Obbligazioni.
Rientrò in Italia il 22 luglio 1943 e il 20 ottobre dello stesso anno si trasferì a Campoleone. Dal suo racconto breve “Tre paia di calze”: “Dopo l’8 settembre 1943, quando a Roma cominciò a tirare cattiva aria per i giovani, mi ritirai in una villa di un mio amico in campagna, a pochi chilometri da Campoleone. La zona era sicura, la regione ricca di prodotti alimentari, l’accoglienza del mio amico, che mi sottraeva alla deportazione in Germania, affettuosissima. …Gli alleati la notte del 22 gennaio 1944 sbarcarono nella zona di Nettuno e di San Lorenzo; il 24 i tedeschi..mi cacciarono dalla casa in cui mi ero rifugiato…Per dodici giorni soggiornai in certe grotte (cfr. Grotte Parrilli) che poco distavano dalla Villa del mio amico; il tredicisimo giorno passai le linee (2 febbraio): per sei giorni rimasi in una stalla a disposizione degli alleati; poi con il loro permesso, insieme al Segretario Comunale di Aprilia ed altri pochi volenterosi, mi recai alla Chiesa di S. Teresa ad Anzio dove si organizzò, alla meglio, il primo soccorso ai profughi che desideravano partire per Napoli. Rimasi costì quasi un mese; vita veramente terribile per il gran lavoro durante la giornata ed i forti bombardamenti tedeschi, terrestri ed aerei, durante la notte….Quando capii che gli alleati non potevano, a causa della forte resistenza tedesca, tendere alla conquista di Roma, presi la risoluzione di partire alla volta di Napoli. Così da organizzatore di sfollati divenni io stesso sfollato. ..Dal porto ci portarono al centro di raccolta dei profughi…Il terzo giorno mi portarono al campo di concentramento di Aversa.….Il settimo giorno …mi lasciarono libero. A Napoli rimasi 20 giorni. Mangiavo frutta e verdura spendendo cento lire al giorno; avevo fame dalla mattina alla sera ma in compenso, grazie ad un’ottima polvere insetticida inglese, riuscii a togliermi i pidocchi….Da questo momento cominciò per me una nuova vita; entrai in una segreteria particolare di un ministero (cfr. il Ministero della Guerra con a capo Taddeo Orlando) dove mi salutavano rispettosamente-non ero più abituato-e ove ebbi, da un amico, un prestito necessario per rifarmi il guardaroba. Il 5 giugno gli alleati entrarono a Roma; il 27 riabbracciai i miei nella capitale. Così è finita la mia avventura durata esattamente 156 giorni”.
Nel 1945 entrò nel Gruppo di Combattimento “Cremonache dal 12 gennaio, a fianco di unità canadesi, combattè sulla “Linea Gotica” dove legò il proprio nome alla liberazione di Ravenna, Alfonsine, Torre di Primaro, fiume Santerno, Adria, Mestre e Venezia.
Nel suo Diario di guerra riporta i trasferimenti per il fronte, dalla partenza da Cesano (8 febbraio 1945) all’arrivo ad Alfonsine e a Arzergrande, fino al rientro a Roma il 24 maggio dello stesso anno. Nel taccuino due appunti in cui è scritto: “Ai compagni del II Btg del 21 Rgt della Divisione Cremona caduti per la Patria sia Gloria Eterna, Rezza (Antonio), Siccardi (Paolo), Rocci (Franco), Sadilli (?), Serra (Silvio), Magistri (Umberto)” e “Ricevuto dal Signor Alatri Andrea la somma di £. 43.717.00 di proprietà della IIIa zona del Partito d’Azione, 21-2-946”.
Così lo descrive Arminio Savioli su l’Italia libera (Organo del Partito d’Azione) del 13 giugno 1945: “Mi volto e vedo uno dei nostri volontari più coraggiosi, un ebreo romano con la barba lunga e la faccia sporca ma molto distinto con i suoi occhiali da “professore” che si accende tranquillo una sigaretta”.
Il 20 marzo 1947 prese la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma. Il 24 agosto 1947 gli venne concessa la Croce al Merito di Guerra. Il 7 aprile del 1949 si iscrisse all’Albo dei Procuratori di Roma.
Nel giugno del 1949 ricevette il “Diploma d’Onore” “in riconoscimento della sua appartenenza, durante la Guerra di Liberazione contro la Germania, al Gruppo di Combattimento  Cremona”.
Il 15 giugno 1950 si iscrisse all’Albo degli Avvocati di Roma e iniziò la sua professione nello studio Alatri-Cortina. Colto da malore nella nostra casa di Lido dei Pini, morì per un infarto il 25 aprile 1972.

“Sollazzi e Amori”-rivista giovanile: in redazione Nano Alatri

Arzergrande (Padova), Maggio 1945: Divisione Cremona-II° Plotone-V Compagnia-21° Reggimento

Arzergrande (Padova), Maggio 1945-La Guerra di Liberazione: Claudio Forges Davanzati, Pucci Cantarini, Rinaldo Ricci, Carlo Melograni, Arminio Savioli, Pino Garritano, Andrea Alatri

Aprile 1943, Losanna

 

 

 

 

 

Marzo 1944, Napoli