Olivetti e Matera

Negli anni ’50 la Basilicata e Matera diventano oggetto di studio e riflessione da parte di intellettuali italiani e stranieri.
Per iniziativa di Adriano Olivetti, presidente dell’INU (Istituto nazionale Urbanistica) e di Frederic Friedmann, sociologo tedesco docente all’Università di Arkansas, amico personale di Olivetti, nasce la Commissione per lo studio della città e dell’agro di Matera promossa dall’INU e dall’UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) – CASAS (Comitato assistenza senza tetto).
Con i fratelli Albino e Leonardo Sacco, con Friedrich Friedmann, Angela Zucconi e altri straordinari personaggi, Adriano Olivetti anima un laboratorio dove progettisti, assistenti sociali, ingegneri, filosofi lavorano allo studio dei Sassi per costruire luoghi che restituiscano dignità e cittadinanza alle persone.
Matera diventa così tema di riflessione per intellettuali della statura di Tommaso FioreFrancesco CompagnaManlio Rossi Doria e viene scelta, a causa della sua peculiarità storica e strutturale, per realizzare un piano territoriale che fosse modello di sviluppo economico all’interno di una civiltà ancora rurale. L’indagine condotta dalla commissione si avvaleva di varie competenze disciplinari: Eleonora Bracco per la Paleoetnologia, Francesco Saverio Nitti per la Storia, Rocco Lazzarone per la Demografia e l’Igiene, Giuseppe Isnardi per la Geografia, Tullio Tentori per l’Etnologia, Federico Gorio e Ludovico Quadroni per l’Urbanistica, Lidia De Rita per la Psicologia, Giuseppe Orlando Gilberto Antonio Marselli per l’Economia, Rigo Innocenti per l’Assistenza sociale. Il coordinamento era curato da G. Battista Martoglio.
L’obiettivo di questa prima sistematica indagine conoscitiva su Matera era quello di creare “comunità” nuove, in cui venissero privilegiati i momenti pedagogici e di riorganizzazione umana.
Una équipe di urbanisti, architetti e sociologi inizia dunque a lavorare un villaggio alle porte di Matera. Degli oltre quindicimila contadini stipati nelle tremila grotte dei Sassi, la metà avrebbe dovuto essere trasferita in nuove abitazioni; i restanti sarebbero rimasti nelle vecchie case risanate “per preservare il tessuto urbanistico e sociale”.

Nasce così il villaggio rurale “La Martella”, denominato “L’altra Ivrea”, progettato nel 1952 dall’architetto Federico Gorio insieme a Ludovico Quaroni, Piero Maria Lugli, Luigi Agati, Michele Valori . Il progetto viene finanziato dal piano Marshall.
Matera. Folla al comizio di De Gasperi. Il borgo “La Martella” in costruzione, maggio1953, Repertorio INCOM, Archivio storico Istituto Luce.
Matera e Adriano Olivetti, Federico Bilò, Ettore Vadini, Edizioni di Comunità, maggio 2016