Nuove tecniche di impianto e contratti di coltivazione per il verde pubblico


In occasione della sistemazione degli Spazi Verdi nell’ambito dell’area Expo 2015 a Milano sono stati utilizzati alcuni strumenti innovativi che riguardano sia le tecniche di coltivazione e impianto delle alberature previste nei Piani paesaggistici redatti per i diversi ambiti interessati dagli interventi a verde, sia la successiva fase di manutenzione. Viene infatti previsto l’utilizzo dei contenitori air pot (un vaso di plastica riciclabile e riutilizzabile con una struttura particolare che accresce in modo attivo la qualità dei sistemi radicali delle piante) e viene introdotto il “Contratto di coltivazione e fornitura” da stipularsi con il vivaio che produce, coltiva e fornisce il materiale vegetale.
Per quanto riguarda i contenuti minimi del “Contratto di coltivazione e fornitura”  essi riguardano: le caratteristiche botaniche e vivaistiche delle piante (nome botanico, con specie e varietà ecc; taglia dimensionale di consegna, tipologia di confezionamento (zolla, vaso, … ecc.), elementi colturali tecnici di identificazione standard (es. n. zollature, n. rami per arbusti ecc.), tempi di consegna); le indicazioni sul luogo di coltivazione (luogo di produzione ed identificazione mappali, dimensioni del vivaio, qualità pedologica dei suoli di coltivazione, specifiche di dotazioni agrarie di coltivazione (irrigazione, .. ); il programma di reperimento del materiale di base e/o di moltiplicazione; il programma di coltivazione delle piante (piano di interventi colturali concordati, verifiche e controlli in fase di coltivazione, identificazione dei siti di coltivazione e qualità agronomiche, programma di verifica e stato di avanzamento delle coltivazioni (definire tempi : es. semestrale, quadrimestrale, ecc a seconda della durata del ciclo vegetativo); tempi e modalità di consegna delle piante, oltre a penali, garanzie, modalità di pagamento.
Le norme di attuazione degli interventi pongono l’attenzione sulla qualità del materiale vegetale (necessariamente fornito da ditte appositamente autorizzate ai sensi della normativa vigente, di cui il Fornitore deve dimostrarne la provenienza e l’eventuale certificazione e che deve essere provvisto di passaporto fitosanitario regionale) e sulle caratteristiche botaniche e di allevamento in vivaio (altezza e dimensioni del fusto, portamento, conformazione della chioma e delle radici, numero e frequenza dei trapianti, tipologia e caratteristiche del substrato) che ciascuna tipologia (piante d’alto fusto, arbusti ornamentali, ) e che ciascuna specie deve possedere e prevedono che molte piante venissero coltivate in air pot (o con sistemi analoghi). L’air-Pot è solitamente è realizzato in HDPE riciclato, è di sagoma circolare, con una parete perforata che è concepita come i cartoni delle uova. Non ci sono superfici piatte che portano le radici ad iniziare il processo di spiralizzazione. I coni chiusi che puntano verso l’interno fanno sì che le radici si dirigano verso il foro che si trova all’estremità dei coni esterni, dove la densità dell’aria nel terriccio è molto alta e pertanto l’apice delle radici disidrata o, altrimenti detto, viene potato dall’aria (air-pruning). La reazione della pianta a questa auto potatura da parte dell’aria è quella di emettere ancora più radici per compensare ciò che accade alle punte, portando allo sviluppo in brevissimo tempo di un sistema radicale di tipo radiale denso, fibroso e fine. L’utilizzo dell’ Air-Pot da i seguenti vantaggi effettivi: • elimina la spiralizzazione delle radici;
• riduce i tempi di crescita in vivaio; • semplifica la produzione; • raddoppia, come minimo, la vita dello stock di piante; • riduce drasticamente le perdite; • assicura una migliore reazione della pianta agli stress da trapianto e di fatto allunga notevolmente il periodo di messa a dimora degli alberi.
Le norme prevedono che tutte le piante fornite con coltivazione in air pot devono essere trapiantate in air pot o sistema analogo almeno 1 anno prima della fornitura con successiva rizollatura e che i trapianti dovranno essere dimostrati tramite idoneo sistema di tracciabilità delle operazioni colturali.

A Bagnoli un corso di management per le aziende e per il territorio

Una interessante occasione di lavoro e di visita quella offerta da Franco Cioffi, che ci ha fatto assistere ad una delle lezioni del “Corso in management aziendale” promosso dalla Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia in collaborazione con NCO-Nuova Cooperazione Organizzata. Si tratta di un percorso formativo e di accompagnamento alla creazione e allo sviluppo d’impresa rivolto ai giovani aspiranti manager e imprenditori della regione Campania, che quest’anno ha luogo in una delle strutture dell’ex base di Nato di Bagnoli a Napoli. Il corso, a partecipazione gratuita, è riservato a giovani selezionati sulla base del Cv e delle lettere motivazionali e si pone l’obiettivo di rendere affiancare coloro i quali vogliono avviare o potenziare un’impresa, fornendo loro gli strumenti tecnici e gestionali per renderla competitiva sul mercato e, nello stesso tempo, riconoscibile per il suo ruolo di valorizzazione del territorio.
Si tratta pertanto di un incubatore di impresa che punta a creare dei modelli organizzativi che travalichino il livello locale e reti di realtà imprenditoriali in grado di offrire valore aggiunto non solo in termini di reddito ma anche dal punto di vista etico e sociale.
Una pluralità di idee che vengono sottoposte ad una analisi che utilizza dunque non solo parametri tecnici, ma che valuta anche il livello di innovazione e il contributo che ogni progetto è in grado di offrire alla comunità a cui si rivolge in termini di benessere e di qualità della vita.