Un premio per la gestione differenziata delle aree verdi

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Il Comune di Bergamo ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito del Premio “LA CITTA’ PER IL VERDE” per l’niziativa “AREE VERDI COMUNALI A GESTIONE DIFFERENZIATA O SFALCIO RIDOTTO”, che l’amministrazione ha promosso, analogamente a quanto stanno facendo altri paesi. Una metodologia basata sul controllo dell’incolto delle aree verdi urbane a prato, finalizzata a favorire la biodoversità e a tutelare la valenza ambientale delle superfici prative, che il Comune ha accompagnato con attività di informazione e di formazione parrtecipata dei cittadini, nell’ottica di diffondere un nuovo concetto che superi lo stereotipo del tappeto erboso sfalciato indipendentemente dai cicli e dalle fasi di sviluppo della vegetazione.
Il premio “LA CITTA’ PER IL VERDE”, giunto alla sua 24esima edizione, è organizzato da Il Verde Editoriale, casa editrice della Rivista ACER, che si occupa a livello professionale di parchi, verde urbano, paesaggio, ambiente.
Articolo “Prati a sfalcio ridotto”, Prima di Bergamo, 26 febbraio 2024

SEMINARIO GRATUITO: PROGETTAZIONE DELLE OPERE A VERDE E GESTIONE ECOLOGICA

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Venerdì 24 maggio dalle 17.30 alle 19.30 si terrà l’ultimo dei 3 seminari gratuiti organizzati dal Collegio interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Roma, Rieti e Viterbo in collaborazione con AICQ CI Associazione Italiana Cultura Qualità Centro Insulare con il patrocinio di prestigiosi Partner.
Il seminario si terrà in presenza presso la Sede di AICQ CI, via Siena n. 2, Roma e/o a distanza. Si richiede sempre la prenotazione, sia in presenza che on-line, scrivendo a: infosoci@aicqci.it.
L’evento è valido ai fini del riconoscimento di CFP-Crediti Formativi Professionali per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati comunicando il numero di iscrizione all’Albo. A coloro che avranno partecipato per un tempo pari al 90% della durata del seminario verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.
L’incontro si rivolge al mondo dei professionisti, dei tecnici e delle imprese e prende in esame alcuni temi di rilevante interesse per chi opera o si accinge a entrare in questo settore: dalla centralità per le opere a verde della fase di progettazione, alle norme che garantiscono risultati di qualità nella realizzazione di parchi e aree ricreative, all’importanza di applicare principi e soluzioni di carattere ecologico nella gestione del verde a tutela della biodiversità e delle componenti naturalistiche e ambientali.
Il seminario si inserisce nell’ottava edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 7 al 23 maggio 2024 in tutta Italia, nel mondo e online, organizzato da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che riunisce oltre 320 organizzazioni del mondo economico e sociale, per promuovere iniziative finalizzate al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu. Il messaggio di questa edizione del Festival #GUARDIAMOALFUTURO è un invito a immaginare un futuro senza fame, senza guerre e senza povertà.
PROGRAMMA
PRESENTAZIONE E SALUTI ISTITUZIONALI
Marco Gianni, Presidente Collegio Interprovinciale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati di Roma, Rieti, Viterbo
Massimo Leone, Presidente AICQ Centro Insulare
PROGETTARE LE OPERE A VERDE: PARCHI, GIARDINI, VIALI ALBERATI
Aurelio Valentini, Dottore in Architettura dei giardini e del paesaggio, Consigliere Collegio Interprovinciale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati di Roma, Rieti, Viterbo
LA PROGETTAZIONE DI PARCHI E AREE RICREATIVE SECONDO LA NORMA UNI 11123:2022
Massimo Leone, Biologo
GESTIONE DIFFERENZIATA DELLE AREE VERDI PER RIPORTARE LA BIODIVERSITÀ IN CITTÀ
Marco Magnano, Agrotecnico Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Verona, Esperto gestione verde pubblico e applicazione C.A.M.
BIRD GARDENING: INTERVENTI E STRUTTURE PER FAVORIRE LA PICCOLA FAUNA IN CITTÀ
Antonio Pizzuti Piccoli, Agrotecnico Naturalista, Consigliere Collegio Interprovinciale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati di Roma, Rieti, Viterbo, Esperto in gestione della fauna minore e in divulgazione naturalistica
LOCANDINA SEMINARIO verde urbano_gestione ecologica 24 05 2024

SEMINARIO GRATUITO VERDE URBANO: PIANIFICARE E CURARE IL VERDE URBANO

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Si terrà Venerdì 22 marzo dalle 17.30 alle 19.30 il secondo dei 3 seminari gratuiti dedicati all’approfondimento di alcuni temi legati alla realizzazione e alla gestione del verde urbano oganizzati dal Collegio interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Roma, Rieti e Viterbo in collaborazione con AICQ CI Associazione Italiana Cultura Qualità Centro Insulare con il patrocinio di prestigiosi Partner.
Il seminario si terrà in presenza presso la Sede di AICQ CI, via Siena n. 2, Roma e/o a distanza. È necessario prenotare la partecipazione sia in presenza che online per ricevere il link. Prenotazioni: infosoci@aicqci.it.
L’evento è valido ai fini del riconoscimento di CFP-Crediti Formativi Professionali per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. A tal fine dovrà essere comunicato il numero di iscrizione all’Albo scrivendo all’indirizzo infosoci@aicqci.it.
L’incontro si rivolge al mondo dei professionisti, dei tecnici e delle imprese e prende in esame alcuni temi di rilevante interesse per chi opera o si accinge a entrare in questo settore: dalla necessità di pianificare gli interventi di gestione partendo dalla conoscenza del patrimonio a verde, alle buone pratiche da adottare per la cura degli alberi, alle metodologie di project management applicate a questo settore, al ruolo dei giardinieri nella gestione del verde.
Locandina SEMINARIO PIANIFICARE E CURARE IL VERDE URBANO 22 03 2024
SEMINARI VERDE URBANO-WHO IS WHO

Realizzazione e gestione del verde urbano: seminari gratuiti

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Il Collegio interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Roma, Rieti e Viterbo e AICQ CI, Associazione Italiana Cultura Qualità Centro Insulare organizzano, con il patrocinio di prestigiosi Partner, 3 seminari gratuiti dedicati all’approfondimento di alcuni temi legati alla realizzazione e gestione del verde urbano. I seminari si tengono in presenza presso la Sede di AICQ CI, via Siena n. 2, Roma o a distanza (iscrizione obbligatoria per accesso al link) nelle giornate di venerdì 23 febbraio, venerdì 22 marzo, venerdì 24 maggio 2024 dalle 17.30 alle 19.30.
Gli incontri si rivolgono al mondo dei professionisti, dei tecnici e delle imprese e prendono in esame alcuni temi di rilevante interesse per chi opera o si accinge a entrare in questo settore, dove acquistano sempre maggiore importanza il possesso di competenze adeguate, l’applicazione di standard di qualità, l’adozione di tecniche e strumenti al passo con i tempi. Un mondo complesso, nel quale ogni attività richiede una formazione costantemente aggiornata e una esperienza specifica e dove è necessario disporre di risorse e di professionalità adeguate al raggiungimento dei molteplici obiettivi fissati a livello locale, nazionale e internazionale, a cominciare dal PNRR, dal Piano di forestazione urbana ed extra urbana, dal progetto Ossigeno, dal progetto F4R Forest for Roma- Forestazione diffusa per Rome.
VERDE URBANO: METODI, STRUMENTI E STANDARD DI QUALITA’: venerdì 23 Febbraio 2024
PIANIFICARE E CURARE IL VERDE URBANO: venerdì 22 Marzo 2024
PROGETTAZIONE DELLE OPERE A VERDE E GESTIONE ECOLOGICA: venerdì 24 maggio 2024
LOCANDINA-PROGRAMMA SEMINARI Verde Urbano_2024

Criteri Minimi Ambientali per la gestione del verde pubblico

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Con l’adozione dei nuovi Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde (CAM DM 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente) viene proposto un approccio sistematico e innovativo alla gestione del verde urbano, in un’ottica volta a valorizzare il verde esistente e quello di nuova realizzazione. I CAM si rivolgono alle stazioni appaltanti, in particolare le amministrazioni comunali, affinché applichino concretamente gli strumenti più avanzati di gestione del verde pubblico, quali il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e il bilancio arboreo ed evitino altresì interventi sul territorio qualitativamente scarsi o addirittura dannosi, con conseguente aggravio di costi per la comunità.
Articolo Criteri Minimi Ambientali per la gestione del verde pubblico, Rivista Qualità, n. 6/23

Gli alberi monumentali d’Italia

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A far parte dell’immenso, e in continuo aumento, patrimonio arboreo italiano, vi sono alcuni esemplari, che, sfidando le avversità di natura biotica e abiotica, sfuggendo all’interesse produttivistico da parte dell’uomo, con il passare dei secoli hanno raggiunto dimensioni e forme davvero imponenti: testimoni, da una parte, del lungo e faticoso lavoro della natura e, dall’altra, del perdurante legame che da sempre li unisce all’uomo, questi esemplari sono da considerarsi beni dall’elevato valore naturalistico, estetico, culturale e sono spesso espressione della storia e della religiosità delle popolazioni che nei secoli si sono succedute in determinati luoghi (Angela Farina)
Si è parlato degli “Alberi Monumentali d’Italia”  in occasione dell’appuntamento annuale del “Brindisi di Natale” di AMUSE del 14 dicembre scorso, che ha concluso l’attività dell’Associazione per il 2023.
ALBERI MONUMENTALI-Presentazione
ALBERI MONUMENTALI- Annotazioni
Brochure divulgativa Alberi monumentali d’Italia

Qualità e sostenibilità del verde urbano

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Il livello di pregio e di qualità del verde urbano è strettamente legato alla sua capacità di offrire dei benefici sociali, ambientali, sanitari, culturali, paesaggistici, economici (i cosiddetti servizi ecosistemici). Le notevoli difformità qualitative oggi presenti sul territorio nazionale impongono la necessità di individuare quali siano gli standard da adottare per garantire una buona qualità del verde pubblico e rendono imprescindibile la definizione di un quadro normativo e regolamentare funzionale e omogeneo, che offra a professionisti, aziende appaltatrici e operatori delle pubbliche amministrazioni gli strumenti atti a garantire alle opere a verde un valore di pregio rispondente a requisiti di qualità, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale individuati e verificabili. In questo quadro, un sistema di
certificazione volontaria della conformità del processo di produzione dell’opera a verde potrebbe divenire un importante strumento nella gestione degli appalti per individuare e selezionare le aziende e le competenze atte al conseguimento dei migliori risultati.
STANDARD DI QUALITA’ PER IL VERDE IN CITTA-Rivista QUALITA’ Ed. 5/23

 

Boschi vetusti: istituita la rete nazionale

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I “boschi vetusti” sono sistemi forestali non utilizzati dall’uomo da tempi più o meno remoti che hanno riconquistato, per questo, quei caratteri di naturalità che li rendono simili alle antiche foreste primarie. Essi sono un importante serbatoio di biodiversità e sono di fondamentale importanza per lo studio delle dinamiche naturali che caratterizzano i boschi e, quindi, per lo studio della sostenibilità della gestione forestale.
Tra le prime definizioni di “foreste vetuste” le più esplicative sono quella proposta nell’ambito di una Conferenza organizzata dalla FAO nel 2001: “Una foresta vetusta è un bosco primario o secondario che abbia raggiunto un’età nella quale specie e attributi strutturali normalmente associati con foreste primarie senescenti dello stesso tipo, si
siano sufficientemente accumulati così da renderlo distinto come ecosistema rispetto a boschi più giovani” e quella messa a punto dal Ministero della Transizione Ecologica-MITE nel 2009 nell’ambito del progetto “Le Foreste Vetuste nei Parchi Nazionali Italiani” (Contributo tematico alla Strategia Nazionale per la Biodiversità) in cui sono stati identificati e studiati numerosi boschi con caratteristiche di vetustà.
A livello internazionale, l’Unione europea raccomanda, sia nella strategia Forestale (Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo 20 settembre 2013), sia nella recente Strategia 2030 per la biodiversità (Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo 20 maggio 2020) di “proteggere rigorosamente almeno un terzo delle zone protette dell’UE, comprese tutte le foreste primarie e antiche ancora esistenti sul suo territorio” senza però indicarne una definizione.
Nella Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) nell’obiettivo strategico volto a costruire una rete coerente di aree protette terrestri e marine, si individua come “ulteriore contributo alla lotta ai cambiamenti climatici la protezione rigorosa degli ecosistemi ricchi di carbonio come foreste vetuste, torbiere, pascoli, zone umide, praterie a fanerogame marine, alghe ed ecosistemi marini calcificanti”.
Il 20 marzo 2023 la Commissione europea ha emanato le Linee guida della per  definire, mappare, monitorare e proteggere rigorosamente le Foreste Primarie e le Foreste Vetuste dell’UE. In esse vengono fornite queste definizioni:
Primary forest: “Naturally regenerated forest of native tree species, where there are no clearly visible indications of human activities and the ecological processes are not significantly disturbed”;
Old-growth forest: “A forest stand or area consisting of native tree species that have developed, predominantly through natural processes, structures and dynamics normally associated with late-seral developmental phases in primary or undisturbed forests of the same type. Signs of former human activities may be visible, but they are gradually disappearing or too limited to significantly disturb natural processes”.
In Italia, sulla base  delle Linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti (approvate con il  Decreto n. 608943 del 19 novembre 2021) in cui venivano definite le caratteristiche e le dimensioni per poter considerare un’area boschiva come vetusta, il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha istituito (con il decreto n. 193945 del 5 aprile 2023 ) la Rete nazionale dei “boschi vetusti” di cui faranno parte le aree identificate dalle Regioni ai sensi del Testo unico delle foreste e delle filiere forestali che definisce il bosco vetusto come “superficie boscata costituita da specie autoctone spontanee coerenti con il contesto biogeografico, con una biodiversità caratteristica conseguente all’assenza di disturbi da almeno sessanta anni e con la presenza di stadi seriali legati alla rigenerazione ed alla senescenza spontanee” (1).
La costituzione e l’aggiornamento della Rete nazionale dei boschi vetusti sono affidate alla Direzione generale dell’economia montana e delle foreste-Ufficio DIFOR IV del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Nella Rete nazionale dei “boschi vetusti” è istituita, altresì, una sezione speciale nella quale sono inserite le foreste che l’UNESCO ha riconosciuto come “antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa” nell’ambito del sito seriale transnazionale, composto da 94 parti in 18 paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina.
Le faggete italiane inserite nel sito transnazionale UNESCO si trovano nelle seguenti località (lista, localizzazione, estensione):

  • Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe, Val Fondillo, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
  • Cozzo Ferriero (Potenza) e Pollinello (Cosenza), Parco Nazionale del Pollino
  • Falascone e Pavari-Sfilzi,  Foresta Umbra, Parco Nazionale del Gargano
  • Monte Cimino (Viterbo)
  • Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo)
  • Sasso Fratino, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
  • Valle Infernale, Parco Nazionale dell’Aspromonte.

(1) art. 3, comma 2, lettera s bis-Lettera aggiunta dall’art. 4, comma 4-quater, D.L. 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla L. 12 dicembre 2019, n. 141

Bibliografia
Antichi Patriarchi, Alessandro Cerfolini, Rivista NATURA, Anno XXIV, n. 136, settembre-ottobre 2023