PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E SUSSIDIARIETA’-Diario pubblico

Invocata (ed evocata) da più parti la partecipazione dei cittadini non è sempre facile da realizzare. Norme, regolamenti, procedure e scarsa trasparenza spesso ostacolano la possibilità di contribuire, attraverso il sostegno economico o la collaborazione volontaria, al mantenimento, alla tutela e alla gestione dei beni pubblici, siano essi scuole, parchi, monumenti, spazi urbani, ecc. Questo nonostante che nel 2001 la nostra Costituzione abbia introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, con questa formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma). Oggi si parla di Big Society, di “città partecipata”, di impegno “diffuso”, di laboratori del “faidate”: temi di cui  si occupano attivamente studiosi, movimenti, associazioni, comitati di cittadini, amministrazioni pubbliche locali, fondazioni, istituti di ricerca, università, soggetti economici. Esistono pertanto esempi, in Italia e all’estero, di cittadini che partecipano alla cura dei beni comuni, soprattutto nel campo del verde condiviso, della cura degli spazi urbani, della tutela di monumenti.
Da citare  il Prinzessinnengarten a Berlino, il Phoenix Garden a Londra, il progetto “Cura e adotta il verde pubblico” del Comune di Milano, per il quale chiunque può “partecipare a mantenere e migliorare il verde di Milano…e anche prendersi cura di arredi e attrezzature, degli spazi destinati a verde pubblico antistanti a negozi, condomini e locali pubblici” e la Delibera sui giardini condivisi  “Linee di indirizzo per il convenzionamento con associazioni senza scopo di lucro per la realizzazione di giardini condivisi su aree di proprietà comunale”, il progetto “la scuola adotta un monumento”, nato a Napoli e recepito da altri Comuni italiani, il progetto “Aperti per voi” promosso dal TCI, che coinvolge “volontari della cultura”.
Molte le Associazioni attive in questi settori: the American Community Garden Association, che opera negli Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, le organizzazioni Bold London community resource centre-Lcrc, Bold capital growth, Bold federation of city farms & community gardens l’AICu, Associazione Italiana Curatori di Parchi, Giardini e Orti botanici, che si pone come riferimento per la sensibilizzazione al tema della gestione degli orti urbani collettivi , le Associazioni “Giardini in transito”, “Il Giardino degli Aromi”,  i “Giardini del Sole”, CleaNap-Piazza Pulita, il Comitato di Cittadini per il Bene Collettivo Sicilia, Retake Roma,
Queste esperienze dimostrano che, in presenza di una volontà e di un interesse comune, la partecipazione dei cittadini non solo è possibile ma consente di migliorare l’efficienzaella spesa pubblica e sottrarre al degrado beni di tutti.
Il 29 marzo 2012 il Senato ha approvato il Disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che prevede che “Le aree riservate al verde pubblico urbano e gli immobili di origine rurale, riservati alle attività collettive sociali e culturali di quartiere, con esclusione degli immobili ad uso scolastico e sportivo, ceduti al comune nell’ambito delle convenzioni e delle norme previste negli strumenti urbanistici attuativi, comunque denominati, possono essere concessi in gestione, per quanto concerne la manutenzione, con diritto di prelazione ai cittadini residenti nei comprensori oggetto delle suddette convenzioni e su cui insistono i suddetti beni o aree, mediante procedura di evidenza pubblica, in forma ristretta, senza pubblicazione del bando di gara“.
Ci sono dunque le premesse affinchè il principio della sussidiarietà possa divenire una realtà, con l’obiettivo di costruire, come esplicita LABSUS, che da tempo si occupa di questa tmatica, ” un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *