SPRECHI ALIMENTARI-Diario Pubblico

Il fenomeno degli sprechi alimentari domestici ha dimensioni rilevanti ma risulta, a livello italiano, di difficile quantificazione. Per questo Last Minute Market sta conducendo un’indagine socio-economica attraverso un questionario, lanciato il 10 dicembre 2012, che può essere compilato da tutti e che resterà online per un mese. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con la Commissione Europea (DG JCR, Istituto per la Tutela della Salute dei Consumatori) e il Karlsruhe Institut für Technologie, è realizzata nell’ambito della campagna europea di sensibilizzazione “Un anno contro lo spreco” lanciata nel 2010 in stretta partnership con il Parlamento europeo – Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale. Il progetto ha già ottenuto un importante risultato: l’istituzione nel 2014 dell’Anno europeo contro gli sprechi alimentari, quale strumento di informazione e promozione per sensibilizzare i cittadini. Tra gli enti che hanno garantito il loro patrocinio il Segretariato Sociale della Rai, l’associazione Comuni Virtuosi, la Regione Emilia Romagna. Tra le altre iniziative la Carta Spreco Zero sottoscritta da Enti locali, personalità della cultura e della scienza. Con la firma della Carta gli Enti Locali s’impegnano a indirizzare nei territori, nelle comunità economiche e civili di loro competenza, azioni finalizzate alla riduzione dello spreco alimentare. Attivo contro gli sprechi anche il Banco Alimentare con azioni e campagne all’insegna dello slogan “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”.

VENEZIA: SCARPA. VENINI 1932-1947

UN’APE IN CITTA’
Fatti, luoghi, eventi, iniziative, letture, attività, a cura di  Federica Alatri, Ciro Fusco, Cinzia Iacoangeli

 

E’ stata prorogata fino al 6 gennaio 2013 la bellissima mostra organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini nell’isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia “Carlo Scarpa. Venini 1932-1947”. Più di 300 opere progettate dall’architetto veneziano nel periodo in cui fu direttore artistico della famosa vetreria.

 

 

LE COMUNITA’ LOCALI PER I BENI COMUNI-Diario pubblico

“Idee, proposte e realizzazioni tese a “espandere la bellezza, il benessere, la funzionalità, la sicurezza e la sostenibilità delle città [dove] sperimentale, informale, alternativo, spontaneo, improvvisato, partecipativo, migliorativo, sono soltanto alcune delle parole che sono usate per descrivere questo movimento che si sta diffondendo sempre più a livello internazionale”. Questi i contenuti e i temi dell’installazione Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good (Commissario/Curatore: Cathy Lang Ho. Curatori: Ned Cramer, David van der Leer. Curatori Aggiunti: Paola Antonelli, Anne Guiney, Zoe Ryan, Michael Sorkin) del padiglione degli Stati Uniti d’America alla 13. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia (già segnalato nella pagina “Venezia e la 13a Biennale di Architettura). Organizzato dall’Institute of Urban Design in collaborazione con U.S. Department of State’s Bureau of Educational and Cultural Affairs, il padiglione espone 124 interventi urbani i cui risultati hanno portato a cambiamenti positivi nel territorio circostante e nella città. Creatività, fantasia, voglia di partecipare alla cura e alla gestione dei beni comuni, di socializzare, di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente urbano, di salvare dal degrado spazi pubblici inutilizzati, di creare nuove opportunità per le comunità degli abitanti dei quartieri. Questi i criteri che ispirano le azioni e i progetti realizzati da architetti, designer, progettisti, artisti e cittadini in varie città degli USA. Di grande interesse le numerose esperienze sul tema dell’agricoltura in città e dell’alimentazione: BK Farmyards a Brooklyn, New York, City Farm a Chicago, Edible Estates, Edible Wall nel Bronx, New York, Edible Schoolyard a Brooklyn, New York, Field Guide to Phytoremediation nel Bronx, New York & anywhere, Fresh Moves Mobile Market a Chicago, Participation Park a Baltimore, Maryland, PHS Pops-Up Garden a Philadelphia, Cart Coop a New Orleans.
Il suggestivo allestimento è stata premiato dalla Giuria internazionale, composta da Wiel Arets (Presidente, Olanda), Kristin Feireiss (Germania), Robert A.M. Stern (USA), Benedetta Tagliabue (Italia), Alan Yentob (Gran Bretagna), che gli ha attribuito una menzione speciale. Le motivazioni della giuria: “Questa installazione interattiva ha colpito la giuria per la sua celebrazione della capacità degli individui di cambiare la società con gesti piccoli ma efficaci. La presentazione semplice e non pretenziosa è stata incantevole”. 

AZIONI VERDI: GREEN CITY ITALIA LANCIA IL PROGRAMMA 2013-Diario pubblico

L’Associazione Green City Italia, costituita nel 2010 per diffondere la coscenza del potenziale e del valore del verde urbano e promuovere attività sui temi della sostenibilità ambientale, lancia il programma 2013, con l’augurio di riuscire a realizzare un futuro più sano per le nostre città. Green Actions di quartiere, azioni finalizzate alla manutenzione del verde urbano e alla riqualificazione degli spazi quotidiani delle città; “Boschi del respiro”, iniziative di piantumazione di alberi nelle scuole e nei luoghi di culto; progetti di rigenerazione urbana nell’ambito dei bandi per la Smart & Green City; EXPO VERDE, individuazione di buone pratiche per le opere pubbliche e private mirate all’innovazione e alla sostenibilità ambientale; International Green Talks, incontri sui temi del verde in città a livello internazionale: questi i punti salienti dell’Associazione presieduta dall’amico Andreas Kipar per il prossimo anno.

BIG BAMBOO DEI GEMELLI STARN AL MACRO DI TESTACCIO

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ENEL CONTEMPORANEA 2012 AL MACRO DI TESTACCIO: BIG BAMBOO
Dall’11 al 31 dicembre 2012, presso il MACRO Testaccio, è possibile visitare l’opera “Big Bambú”, una gigantesca installazione in bambù appositamente creata per la città di Roma da due fra i più importanti artisti internazionali del momento: i gemelli americani Mike e Doug Starn. Enel Contemporanea propone ogni anno opere inedite di artisti internazionali, i cui progetti vengono selezionati attraverso un premio internazionale – Enel Contemporanea Award – sotto la direzione artistica di Francesco Bonami.
L’ingresso è gratuito.

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DISABILITA’-Diario pubblico

Oggi si celebra la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’Onu nel 1981, “con l’obiettivo di promuovere la piena inclusione delle persone con disabilità nella comunità globale”. L’Anffas, associazione nazionale famiglie di persone con disabilita’ intellettiva e/o relazionale, richiama l’attenzione sulle barriere, materiali ma anche e soprattutto culturali, che ancora oggi ostacolano e rendono difficile la vita di tante persone alle quali non è garantito “il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata”. Uno svantaggio da colmare attraverso l’impegno individuale e istituzionale.

IL RITORNO NELLE LIBRERIE DELLE OPERE DI ADRIANO OLIVETTI

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La Fondazione Adriano Olivetti annuncia il ritorno nelle librerie delle più importanti opere di Adriano Olivetti, non più disponibili da molti anni, presentate  da Edizioni Comunità, la storica casa editrice fondata nel 1946 e da poco rientrata nelle disponibilità della Fondazione. Il 30 Novembre l’uscita del volume Ai Lavoratori, discorsi agli operai, l’antologia degli scritti e dei discorsi più significativi di Olivetti, insieme con una selezione di scritti inediti o mai raccolti in volume, con la presentazione di Luciano Gallino.

L’INDUSTRIALIZZAZIONE DEL MEZZOGIORNO NELLA COMUNICAZIONE AZIENDALE-Diario pubblico

Sette cortometraggi, girati tra il 1957 e il 1969,  presentati a Roma in occasione della undicesima edizione della “Settimana della cultura d’impresa” promossa dalla Confindustria e da Museimpresa, raccontano alcune tappe importanti dell’industrializzazione che in quegli anni ha interessato il Mezzogiorno d’Italia. Investimenti importanti nella siderurgia, nel petrolchimico, nel minerario, nelle macchine calcolatrici, nella produzione di materie plastiche, portarono alla realizzazione di grandi impianti o di soluzioni tecnologiche innovative che cambiarono la vita di molte  parti del Sud del Paese.
Le aziende affidavano la comunicazione a registi e a sceneggiatori importanti (come Pasolini e Sciascia), che scrivono storie compiute, della durata che varia dai 15 ai 30 minuti, accompagnate da musiche e testi poetici  e a riviste prestigiose, come Comunità della Olivetti o Civiltà delle macchine, che parlano oltre che di cultura anche di innovazione. I contenuti e i messaggi della cinematografia industriale puntano ad evidenziare gli effetti positivi dell’impiantarsi dell’industria in luoghi a volte desolati, afflitti dalla povertà e da condizioni di vita misere ma anche ricchi di tradizioni e, visti con gli occhi di oggi, pregiati dal punto di vista ambientale. Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara (ENI, 1964) e A Gela qualcosa di nuovo di Fernando Cerchio (ENI, 1969) raccontano la scoperta del petrolio; Quattro volte Brindisi di Giovanni Cecchinato (Montecatini, 1964) la nascita dell’impianto chimico; Qualcosa di nuovo fra gli olivi di Giovanni Cecchinato (Montecatini, 1965) mostra l’introduzione delle reti in Moplen per la raccolta delle olive; Sud come Nord di  Nelo Risi (Olivetti,1957) sul lavoro e sulla vita nello stabilimento di Pozzuoli; Un Mestiere per Tutuzzo di Giovanni Cecchinato (Montedison, 1961) racconta la fine delle solfatare e la nascita della miniera Bosco di San Cataldo per l’estrazione della cainite, trasformata dalla raffineria di Campofranco; Buon lavoro sud di Giovanni Cecchinato (Montedison, 1969) con le storie di chi, con l’arrivo della Montedison, ha abbandonato i vecchi mestieri legati alla pesca, all’agricoltura, alla zootecnia per un lavoro “moderno”.
La qualità dei filmati varia a seconda della regia, della sceneggiatura e del committente, ma da ognuno di essi emerge un mondo che affronta una trasformazione a volte radicale, con il passaggio da una società fondamentalmente agricola ad una che ruota intorno alla ricerca del posto fisso e alla figura dell’operaio in “tuta blu”. 

SUSSIDIARIETA’ E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI-Diario pubblico

Invocata (ed evocata) da più parti la partecipazione dei cittadininon è sempre facile da realizzare. Norme, regolamenti, procedure e scarsa trasparenza spesso ostacolano la possibilità di contribuire, attraverso il sostegno economico o la collaborazione volontaria, al mantenimento, alla tutela e alla gestione dei beni pubblici, siano essi scuole, parchi, monumenti, spazi urbani e rurali.
Questo nonostante che nel 2001 la nostra Costituzione abbia introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, con questa formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma). Oggi si parla spesso di Big Society, di “città partecipata”, di impegno “diffuso”, di laboratori del “faidate”: temi di cui  si occupano attivamente studiosi, movimenti, associazioni, comitati di cittadini, amministrazioni pubbliche locali, fondazioni, istituti di ricerca, università, soggetti economici, dando vita ad esempi, in Italia e all’estero, di partecipazione attiva da parte dei cittadini alla cura dei beni comuni, soprattutto nel campo del verde condiviso, della cura degli spazi urbani, della tutela di monumenti.
Da citare  il Prinzessinnengarten a Berlino, il Phoenix Garden a Londra, il progetto “Cura e adotta il verde pubblico” del Comune di Milano, per il quale chiunque può “partecipare a mantenere e migliorare il verde di Milano…e anche prendersi cura di arredi e attrezzature, degli spazi destinati a verde pubblico antistanti a negozi, condomini e locali pubblici” e la Delibera sui giardini condivisi  “Linee di indirizzo per il convenzionamento con associazioni senza scopo di lucro per la realizzazione di giardini condivisi su aree di proprietà comunale”, il progetto “la scuola adotta un monumento”, nato a Napoli e recepito da altri Comuni italiani, il progetto “Aperti per voi” promosso dal TCI, che coinvolge “volontari della cultura”, il progetto “Adotta una strada” del Comune di Ponte San Nicolò, in provincia di Padova, per continuare a migliorare la fruibilità dei marciapiedi da parte di tutti. Molte le Associazioni attive in questi settori: the American Community Garden Association, che opera negli Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, le organizzazioni London Community Resource Center-Lcrc, Bold capital growth, Bold federation of city farms & community gardens, Graine de Jardins che, dal 2001, edita il portale JARDINS PARTAGÉS e rappresenta la rete nazionale dei Jardin dans Tous Ses États  nell’Île-de-France. In Italia l’AICu, Associazione Italiana Curatori di Parchi, Giardini e Orti botanici, che si pone come riferimento per la sensibilizzazione al tema della gestione degli orti urbani collettivi , le Associazioni “Giardini in transito”, “Il Giardino degli Aromi”,  i “Giardini del Sole”, CleaNap-Piazza Pulita, il Comitato di Cittadini per il Bene Collettivo Sicilia, RetakeRoma (una delle tante associazioni civiche con le quali collabora AMUSE-Amici Municipio Secondo), Il Varco dei Biffi, Associazione culturale volontaria di stampo cristiano con il progetto “Adotta una strada”,   e tante altre situazioni locali e nazionali che promuovono partnership tra pubblico e privato in ambito urbano ed extraurbano .
Queste esperienze dimostrano che, in presenza di una volontà e di un interesse comune, la partecipazione dei cittadini non solo è possibile ma consente di migliorare l’efficienza della spesa pubblica e di sottrarre al degrado beni di tutti.
Il 29 marzo 2012 il Senato ha approvato il Disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che prevede che “Le aree riservate al verde pubblico urbano e gli immobili di origine rurale, riservati alle attività collettive sociali e culturali di quartiere, con esclusione degli immobili ad uso scolastico e sportivo, ceduti al comune nell’ambito delle convenzioni e delle norme previste negli strumenti urbanistici attuativi, comunque denominati, possono essere concessi in gestione, per quanto concerne la manutenzione, con diritto di prelazione ai cittadini residenti nei comprensori oggetto delle suddette convenzioni e su cui insistono i suddetti beni o aree, mediante procedura di evidenza pubblica, in forma ristretta, senza pubblicazione del bando di gara“.
Ci sono dunque le premesse affinchè il principio della sussidiarietà possa divenire una realtà, con l’obiettivo di costruire, come propongono il movimento daZero e  LABSUS, “un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni”.