IL DECALOGO DEL CITTADINO-Diario pubblico

A Porto Santo Stefano, in Piazza del Valle, accanto alla fermata dell’autobus c’è un cartello in cui è riportato il “Decalogo del cittadino”: Ricorda la buona educazione; Il paese è anche tuo non sporcarlo; Evita i rumori molesti; Usa l’auto solo se necessario, sosta e transita solo dove è consentito; Rispetta la natura e l’ambiente; rispetta i beni della comunità; il turista è ospite rispettalo; turista sei ospite ricordalo; non criticare sempre, proponi”. Il cartello è a firma di CONAD, ARCA e IMAGINE. Come Socio di AMUSE non posso che condividere, ma sarebbe altrattanto giusto e corretto che ci fosse anche un “Decalogo dell’amministrazione pubblica” del tipo: Non deturpare il paesaggio; Non compromettere l’ambiente; Garantisci servizi al cittadino efficienti e di qualità; Rispetta i diritti del cittadino e tutela le categorie più deboli; Tutela i beni della comunità; Combatti la corruzione e l’abusivismo; Controlla il rispetto delle regole; Adotta procedure trasparenti; Garantisci il decoro degli spazi pubblici; Coopera con i cittadini per la gestione e la salvaguardia del territorio. Ognuno dunque farebbe la propria parte.

CULTURA CIVICA: Diario pubblico

Sul Corriere della Sera Giovanni Belardelli tratta il tema della mancanza di cultura civica del nostro Paese, interrogandosi sui possibili motivi e fornendo alcune risposte. E’ un tema con il quale chi è impegnato come me nel volontariato civico si confronta quotidianamente, riscontrando come questa mancanza sia in effetti molto diffusa. Ciò che conforta è vedere, tuttavia, un sempre maggiore interesse a promuovere attività e iniziative che contrastino questo stato di cose e a collaborare con le centinaia di Associazioni di cittadini che operano nel nostro paese.

ADRIANO OLIVETTI PROTAGONISTA DELLA 13a BIENNALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA

E’ a cura dell’amico Luca Zevi l’organizzazione del Padiglione Italia della 13a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia che vede protagonisti l’opera, le idee e i principi di Adriano Olivetti, evocando una “nostalgia di futuro” che ci induce a riconsiderare il rapporto tra industria, territorio e tessuto sociale e ad auspicare uno sviluppo in grado di offrire una migliore qualità della vita.

LE REGOLE D’AMPEZZO: PROPRIETA’ E USO COLLETTIVO DELLE RISORSE-Diario pubblico

A Cortina boschi e pascoli sono da secoli proprietà collettiva della comunità originaria e vengono gestiti e utilizzati secondo diritti collettivi che ne garantiscono la salvaguardia in quanto patrimonio naturale, culturale ed economico da trasmettere alle generazioni successive.”Un altro modo di vivere e di convivere, cioè d’intendere e praticare i propri rapporti politici, economici e sociali…”: così scriveva Indro Montanelli nella Presentazione alla Storia di Cortina d’Ampezzo. E in effetti le Regole stabiliscono principi che oggi raramente si ritrovano in altre situazioni: il mantenimento della destinazione d’uso agro-silvo-pastorale, il divieto a vendere o cedere i beni ad altri, il divieto di dividerli, l’interesse generale che va al di là di quello della comunità regoliera ma si estende a tutta la collettività. Un concetto, quest’ultimo, di enorme valore ma assai poco diffuso.

ALBERI SCOMPARSI-Diario pubblico

La scomparsa di alberi in ambito urbano è un fenomeno rilevante, analoga a quello del consumo di suolo agricolo a seguito dell’urbanizzazione. Ne è un esempio il recente abbattimento di alberi a seguito dei lavori che hanno interessato il marciapiede di Viale delle Belle Arti a Roma. Sul sito di Alberi di Roma le foto che evidenziano la situazione ante e post “taglio” degli alberi: http://www.alberidiroma.it/web/joomgallery/alberi-scomparsi/q-iii-pinciano/viale-delle-belle-arti.

 

TURISMO, CULTURA E OCCUPAZIONE-Diario pubblico

Sul Corriere della Sera un articolo di Maurizio Ferrera ci racconta come l’Italia sia in ritardo rispetto alla creazione di posti di lavoro nei servizi rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna. Tra i comparti più incisivi in termini di occupazione il turismo e la cultura dove, in Inghilterra, trovano lavoro un numero di giovane triplo rispetto a quello che si registra nel nostro Paese. E’ un divario davvero sorprendente, sul quale sarebbe utile interrogarsi in maniera seria ma anche rapida.

CULTURA E RICCHEZZA-Diario pubblico

Uno studio effettuato da Unioncamere e da Symbola ci dice che la cultura contribuisce per il 5,4% alla ricchezza prodotta in Italia, equivalente a quasi 76 miliardi di euro, dando lavoro a un milione e quattrocentomila persone, ovvero al 5,6% del totale degli occupati del Paese. Superiore, ad esempio, al settore primario, oppure a quello della meccanica. Se si considerano anche le industrie creative, il patrimonio storico-artistico e architettonico, le arti, il valore aggiunto prodotto dalla cultura rappresenta il 15% del totale dell’economia nazionale e impiega ben 4 milioni e mezzo di persone, equivalenti al 18,1% degli occupati a livello nazionale.
A questo si aggiunga la capacità attrattiva della cultura sul turismo: fatta cento la spesa turistica sul territorio italiano nel 2011, la componente attivata dalle industrie culturali è quantificabile nel 33,6% del totale, equivalente a 23,3 miliardi di euro.
Il settore culturale sembra dunque rivestire un ruolo importante nell’economia italiana, al quale non sembra però corrispondere un sistema organizzativo efficiente in grado di ottimizzare le risorse e una moderna e adeguata gestione in grado di valorizzarlo al meglio.