TURISMO, CULTURA E OCCUPAZIONE-Diario pubblico

Sul Corriere della Sera un articolo di Maurizio Ferrera ci racconta come l’Italia sia in ritardo rispetto alla creazione di posti di lavoro nei servizi rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna. Tra i comparti più incisivi in termini di occupazione il turismo e la cultura dove, in Inghilterra, trovano lavoro un numero di giovane triplo rispetto a quello che si registra nel nostro Paese. E’ un divario davvero sorprendente, sul quale sarebbe utile interrogarsi in maniera seria ma anche rapida.

CULTURA E RICCHEZZA-Diario pubblico

Uno studio effettuato da Unioncamere e da Symbola ci dice che la cultura contribuisce per il 5,4% alla ricchezza prodotta in Italia, equivalente a quasi 76 miliardi di euro, dando lavoro a un milione e quattrocentomila persone, ovvero al 5,6% del totale degli occupati del Paese. Superiore, ad esempio, al settore primario, oppure a quello della meccanica. Se si considerano anche le industrie creative, il patrimonio storico-artistico e architettonico, le arti, il valore aggiunto prodotto dalla cultura rappresenta il 15% del totale dell’economia nazionale e impiega ben 4 milioni e mezzo di persone, equivalenti al 18,1% degli occupati a livello nazionale.
A questo si aggiunga la capacità attrattiva della cultura sul turismo: fatta cento la spesa turistica sul territorio italiano nel 2011, la componente attivata dalle industrie culturali è quantificabile nel 33,6% del totale, equivalente a 23,3 miliardi di euro.
Il settore culturale sembra dunque rivestire un ruolo importante nell’economia italiana, al quale non sembra però corrispondere un sistema organizzativo efficiente in grado di ottimizzare le risorse e una moderna e adeguata gestione in grado di valorizzarlo al meglio.

COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI E STRATEGIE CONDIVISE-Diario pubblico

L’Università IUAV (fondata come Istituto Universitario di Architettura di Venezia), in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Coordinamento Agende 21 locali italiane, organizza un corso di perfezionamento post-laurea in “Azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile” con l’obiettivo di “formare figure professionali in grado di attivare e gestire percorsi partecipati su questioni urbane, ambientali e sociali”. Il corso si rivolge a neo laureati, ricercatori, funzionari, dirigenti, professionisti “che desiderino arricchire le proprie conoscenze sui metodi e le tecniche per l’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini, per la costruzione di strategie e scelte condivise, e per la progettazione partecipata di politiche, servizi e spazi pubblici”. Non c’è che da augurarsi che i posti disponibili vengano tutti occupati e rimanere in attesa che le figure che riceveranno questa formazione la applichino nell’esercizio delle proprie attività lavorative.

POMPEI E ERCOLANO-Diario pubblico

Le notizie su Pompei continuano a non essere positive: molte domus chiuse, uno stato conservativo critico, apertura dell’area archeologica a singhiozzo. E questo nonostante l’arrivo di alcuni finanziamenti dall’Europa. Ad Ercolano la situazione sembra essere diversa, come racconta Pierluigi Battista sul Corriere della Sera: un americano, David Packard junior, l’erede dell’informatica HP, a capo della fondazione “Packard Humanities Institute“, “appassionato di letteratura classica e di archeologia” investe dal 2000 per la rinascita del sito con risultati soddisfacenti. Quindi, volendo, anche per Pompei una soluzione si potrebbe trovare…

CONSUMO DI SUOLO E AGRICOLTURA-Diario pubblico

Secondo l’indagine sull’uso e la copertura di suolo LUCAS, condotta da Eurostat e riferita al 2009, la quota di territorio con copertura artificiale in Italia è stimata pari al 7,3% del totale, contro il 4,3% della media UE23. Collegata alla copertura artificiale è la densità demografica, che nel nostro Paese è pari a 204 abitanti per kmq, contro un valore medio UE23 di circa 120. Il Presidente dell’ISTAT Giovannini, in un’audizione al Senato, ha spiegato come le categorie più rilevanti di consumo di suolo siano le destinazioni a “residenziale e servizi” e ad “elevato impatto ambientale”, sottolineando che “L’insieme di queste forme di consumo del suolo, oltre a determinare la perdita, nella maggior parte dei casi permanente e irreversibile, di suolo fertile, si riflette in frammentazione del territorio, riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico e modificazioni microclimatiche”.
Dalle stime preliminari diffuse dall’Istat sul Pil emerge, d’altro canto, che l’agricoltura è l’unico settore in crescita e che, per il secondo trimestre consecutivo, fa registrare un segno positivo in virtù dell’aumento del 7% del valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari. Valore superiore addirittura a quello del settore auto. Due Italie (o una sola che va in direzioni opposte?) che dovrebbero ragionare insieme sulla migliore via da intraprendere.

PRODOTTI DI LUSSO, ARTIGIANATO E TURISMO-Diario pubblico

Una ricerca effettuata dal CENSIS calcola che l’industria del bello pesa sul PIL del nostro Paese per il 5,4 %, producendo un valore aggiunto di 74,2 miliardi di euro all’anno, di cui 17,6 legati ai beni culturali. Armando Branchini, segretario generale della Fondazione AltaGamma, raccomanda, come condizione indispensabile per mantenere il nostro modello di business, di mantenere l’artigianalità con un sistema scolastico adeguato. Il vice presidente, Paolo Zegna, chiede al Commissario all’Industria e al Turismo della Commissione Europea di tener conto, nella formulazione delle politiche di sviluppo, che i prodotti di alta gamma sono un elemento di forte richiamo per il turismo internazionale. I giovani in rete affermano che, se dovessero rinascere, farebbero gli artigiani. Ci potrebbero essere quindi le condizioni, in Italia, per intervenire in questa direzione in maniera coerente e fattiva.

L’ASSOCIAZIONISMO CIVICO E IL MARE-Diario pubblico

Il Sindaco di Gallipoli, nel costituire la nuova Giunta, ha attribuito due nuove deleghe, quella al Volontariato ed Associazionismo Civico e quella alle Risorse del Mare e Tutela delle Acque, ritenendo le associazioni “utili sentinelle nella programmazione amministrativa e partner privilegiati nel coinvolgimento dell’azione di governo” e il mare “una risorsa fondamentale che tuteleremo sempre e comunque”. Una decisione lodevole dalla quale si potrebbero ottenere risultati positivi sotto diversi punti di vista. Il Sindaco dovrebbe anche, però, far aggiornare le informazioni riguardanti la sua Amministrazione presenti sul sito www.comuni-italiani.it

L’OCSE, ADRIANO OLIVETTI E LA DISOCCUPAZIONE-Diario pubblico

Secondo l’OCSE il tasso di disoccupazione nei Paesi dell’Eurozona nel maggio 2012 ha raggiunto il livello record dell’11,1%. Nel 1954 Adriano Olivetti annuncia la cosituzione dell’Istituto per il rinnovamento urbano e rurale del Canavese con l’obiettivo dichiarato di combattere la disoccupazione e lo spopolamento. Il modello preso ad esempio è “qualcosa di piccolo che funzioni e renda bene”. Nascono così imprese semiartigianali, disseminate sul territorio, con i prodotti più vari, in alcuni casi complementari a quelli della Olivetti, spesso del tutto indipendenti: vestiti per bambini, gabbiette in filo metallico per trattenere i tappi dello spumante, valigette per le macchine da scrivere portatili, piante, vini. La tendenza delle piccole imprese ad espandersi oltre le proprie possibilità ed il legame di dipendenza economica con la Olivetti rappresenteranno il limite di questo modello di sviluppo.